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Da qualche anno si sta verificando una prassi assolutamente scorretta da parte di Enel Distribuzione, la quale si presenta presso l’ abitazione al fine di verificare le regolari funzionalità del contatore. Questo è nelle loro facoltà, in quanto concesso dalla legge ma la normativa prevede che la Enel Distribuzione allorquando invii i propri tecnici per effettuare tali verifiche, avvisi a mezzo raccomandata l’utente, indicando il giorno e l’ora della verifica; invece è ormai prassi che si presentano presso il luogo della verifica e se hanno accesso direttamente al contatore o alla cabina elettrica, effettuano tale verifica senza alcuna contraddittorio con l’utente e chiedendo poi la sottoscrizione del verbale, tutto ciò è illegittimo. Se per l’utente domestico le conseguenze economiche possono assommare alcune centinaia di euro ,abbiamo appurato nell’ultimo anno, che tali verifiche effettuate su cabine elettriche di industrie ;alberghi ;istituti di proprietà di enti, comportano dei conguagli nei mesi successivi anche di centinaia di migliaia di euro, ai quali difficilmente ci si può sottrarre. Un errore che viene commesso in questo tipo di impugnazione è quello di richiedere a mezzo accertamento tecnico preventivo i consumi rilevati del distributore. I tabulati di Enel Distribuzione sono difficilmente impugnabili, invece occorre agire impugnando subito il verbale, chiedendo che venga effettuata una nuova verifica alla presenza di un tecnico di parte specializzato. E’ inutile infatti che questo accertamento così complesso sia seguito da persone che non hanno competenze in materia; occorre subito nominare un consulente di parte. Infatti , accade che i tecnici Enel dichiarino che pur essendo il coefficiente K indicato nel contatore come 2.000, i conteggi effettuati dal distributore sono stati effettuati con un coefficiente pari a 400. Tale semplice dichiarazione scritta a verbale, comporta che il gestore debba ricalcolare i consumi moltiplicando per 5, addebitando somme per i consumi di conguaglio enormi che diventano assolutamente insostenibili. Qualora avvengano questi controlli potete immediatamente rivolgervi al Codacons Caserta che vi darà i consigli su come affrontare nell’immediato la questione evitandovi tragedie economiche .

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Il sig. G.V. nell’anno 2014, sottoscriveva contratto di finanziamento con la Società Pitagora per € 12.000,00 . Dopo 3 anni, avendo regolarmente pagato le rate, richiedeva € 18.000,00 per un rifinanziamento . A fronte di questa somma richiesta, venivano utilizzati € 9.000,00 per estinguere il vecchio finanziamento. Il problema principale è che il consumatore riceveva, a fronte del finanziamento richiesto, solo l’importo di € 4.800,00. Inutili le richieste di spiegazioni alla finanziaria, che rispondeva essere tutto regolare. Al fine di verificare la legittimità dei tassi , l’utente si rivolgeva al Codacons Caserta, che provvedeva all’analisi dei contratti e ricavava che : 1. I tassi applicati non corrispondevano a quelli applicati nel contratto. 2. In entrambi i finanziamenti erano stati addebitati per i costi del finanziamento e per le relative assicurazioni oltre € 5.000,00 . Si inviava reclamo e si chiedeva copia dei contratti di assicurazione . La finanziaria non rispondeva e non allegava la copia dei contratti di assicurazione. Il Codacons Caserta ,che già da anni ha verificato che le finanziarie pur indicando i costi dell’assicurazione non provvedevano a stipulare contratti, ha presentato atto di citazione con richiesta di restituzione degli importi illegittimi. La settimana prima dell’udienza , la finanziaria provvedeva ad attuare una proposta transattiva per € 5.000,00 al fine di evitare un rovinoso giudizio. Riassumendo , se avete assicurazioni che riguardano dei beni mobili; richiedete la copia della polizza assicurativa e se non dovessero inviarvela allora significherà che non è stata effettuata e potrete dunque richiedere la restituzione delle somme.

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In questi mesi è uscito sul mercato il nuovo telefono della Samsung il “Galaxy Z Flip’’ apparecchio molto bello che ricorda l’antico Motorola, telefono con cerniera. Malgrado il costo molto elevato, tanti consumatori lo hanno acquistato. Ebbene , si è rivolto a noi un acquirente del prodotto il quale dopo tre mesi dall’acquisto è stato costretto a constatare che le immagini nella parte pieghevole sia superiore che inferiore ,erano coperte da una striscia nera , il che faceva perdere continuità all’immagine . Rivoltosi al venditore, lo stesso lo inviava in riparazione, chiaramente in garanzia. Incredibile sorpresa: dopo una settimana malgrado la garanzia, la Samsung richiedeva ben € 700,00 per la riparazione. Fatto davvero grave per una holding di rilevanza mondiale. Inutili tutti i tentativi di ottenere la riparazione gratuitamente, l’unica sua speranza era il Codacons Caserta . Contattati, subito si inviava reclamo alla Samsung Italia e dopo solo 48h la Società rispondeva con una proposta indecente che non prevedeva alcuna riparazione in garanzia ma un BONUS di € 300,00 per l’acquisto di un nuovo cellulare; appunto una proposta indecente fatta a chi ha già speso € 1.700,00 e ne deve spendere altri 1.400,00 per un nuovo telefono. Il Codacons Caserta, navigando in internet scopriva che si sono ritrovati in questa situazione tanti altri acquirenti; addirittura alcuni amici casertani hanno pagato il costo di riparazione pur essendo in garanzia. A questo punto abbiamo immediatamente notificato l’atto di citazione chiedendo la sostituzione con telefono nuovo o l’annullamento del contratto con restituzione dell’importo versato. Siamo certi che daremo al tesserato Codacons la massima soddisfazione. Vi terremo informati. A tutti coloro che hanno avuto lo stesso inconveniente sullo stesso telefono e che hanno pagato anche la riparazione siamo pronti a recuperare i soldi in quanto l’apparecchio è in garanzia. CODACONS CASERTA N° 1 IN CAMPANIA

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La sig.ra D.P. ha ricevuto nel corso degli anni, fatture di importi che riteneva elevati rispetto al suo fabbisogno. Contattata decine di volte la Società Enel, non è mai riuscita ad ottenere risoluzione al problema. Decideva allora di recarsi al Codacons Caserta con le fatture degli ultimi quattro anni. I legali Codacons, molto esperti in materia, comprendevano l’origine del problema: la tipologia del contratto era addirittura di uso industriale invece che di uso domestico. Ciò ha comportato un aumento di oltre il 60% della fatturazione mensile. Effettuati i calcoli che solo pochi avvocati in Italia sanno fare, la differenza tra quanto pagato e quanto effettivamente dovuto assommava ad € 4.300,00 circa . Presentato reclamo e mediazione, Enel riscontrava la veridicità dell’assunto attoreo e quindi in transazione addirittura si scusava e restituiva interamente l’importo richiesto.

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